- Autore: Ester Aloisio
Driver e ostacoli dell’informal learning

L’informal learning, secondo Forrester, è uno dei tasselli più ‘promettenti’ del Learning management ma, a fronte di importanti driver, sussistono ancora alcuni ostacoli e sfide da superare.

La società di analisi identifica 5 driver:

  1. gli impiegati desiderano l’apprendimento on-demand, il che significa garantire un accesso veloce e semplice agli strumenti di learning anche mentre si lavora;
  2. una cultura aziendale che supporti l’informal learing attraverso gli adeguati strumenti tecnologici; sul piano pratico significa, per le imprese, dotarsi di tool ‘informali’ quali social network e community di pratica interne all’azienda, nonché un approccio a favore del Byod, Bring Your Own Device, per coloro che preferiscono utilizzare dispositivi personali;
  3. incoraggiamento alla condivisione delle informazioni, non solo attraverso la ‘messa a disposizione’ degli utenti degli strumenti più opportuni di collaborazione ma anche attraverso l’incentivo a sviluppare una cultura collaborativa che parta dagli executive aziendali;
  4. la natura odierna del ‘lavoro’ che non lascia più molto spazio agli approcci di learning tradizionali; in questo caso, la mobility e il Byod rappresentano un driver importante perché consentono di sviluppare percorsi formativi nuovi, per esempio rendendo disponibili brevi sessioni accessibili da device mobili (magari anche on-demand, come accennato al punto 1);
  5. la forza lavoro oggi è già pronta a un approccio di informal learning dato che utilizza le moderne tecnologie in modo intensivo nella propria vita personale e si attende che la stessa flessibilità sia garantita anche in ambito professionale.

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